La bicicletta con le ruote da 26"
La bicicletta costruita da OBRII, che a prima vista sembra una comune bicicletta da corsa con le ruote più piccole, è in realtà il risultato di studi e perfezionamenti fatti nel tempo da Lorenzo Sanesi. Partendo dal principio che una ruota si oppone alla variazione di velocità tanto più energicamente quanto più alto è il suo momento di inerzia, e visto che il momento di inerzia è direttamente proporzionale al quadrato del raggio della ruota, una riduzione del raggio ne provoca una notevole diminuzione: in particolare una ruota di 26" ha un momento di inerzia inferiore circa del 25% rispetto ad una ruota di 28". Per lo stesso motivo una ruota più piccola oppone meno resistenza alle variazioni di direzione del suo asse. Tutto ciò, visto nell'ottica delle ruote di una bicicletta, significa avere un mezzo più reattivo, che risponde cioè più velocemente alle variazioni di velocità e che ha un'accentuata destrezza nelle manovre di "curva e controcurva" che spesso si devono fare nelle discese tortuose. Partendo da un altro principio fisico molto semplice, cioè che disponendo di un braccio più lunga si riesce a produrre, a parità di forza applicata, una coppia maggiore, sulla bicicletta OBRII vengono montate pedivelle leggermente più lunghe (2 ½ cm più lunga della normale misura rilevata dal rapporto femore/tibia), ciò comporta un guadagno, in termini di coppia, pari a circa il 3%. Questi accorgimenti, visti nel complesso, si traducono in una bicicletta che risponde più velocemente alle variazioni di velocità, che è più maneggevole alle alte velocità e che permette di amplificare la potenza (che è il prodotto della coppia per la velocità di rotazione) scaricata sui pedali. La bicicletta così impostata dà notevoli vantaggi in salita e negli sprint, mentre in pianura, a velocità costanti, non si hanno né vantaggi né svantaggi in quanto lo sviluppo metrico viene riportato ai valori normali con un'opportuna scelta delle corone e dei pignoni.